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Trasporti gratuiti per i militari: M.I.A. Patria chiede a Salvini di estendere il “Modello Piemonte” a tutta Italia

Immaginate di indossare una divisa ogni giorno, di essere lontani da casa per mesi, e di dover mettere mano al portafoglio ogni volta che volete semplicemente abbracciare i vostri figli. È questa la realtà di migliaia di militari italiani, uomini e donne che servono il Paese a centinaia di chilometri dalla propria famiglia, pagando di tasca propria ogni biglietto del treno, ogni corsa in autobus, ogni viaggio verso casa.

È a partire da questa realtà, fatta di sacrifici silenziosi e conti che non tornano mai, che il Sindacato Militare M.I.A. Patria ha deciso di rivolgere un appello diretto al Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

La richiesta è concreta e, sottolineano dal sindacato, a costo zero per lo Stato: estendere su tutto il territorio nazionale il cosiddetto “Modello Piemonte”, che già prevede la possibilità per i militari di viaggiare gratuitamente sui mezzi pubblici in abiti civili, in cambio della loro pronta disponibilità a intervenire in caso di necessità durante il tragitto.

Il Piemonte ha già dimostrato che funziona. Un militare in borghese su un treno o un autobus non è un semplice passeggero. È una persona addestrata, pronta a reagire, capace di fare la differenza in una situazione di pericolo. Sicurezza pubblica reale, in cambio di un biglietto gratuito. Un accordo vantaggioso per tutti.

Il punto che M.I.A. Patria vuole mettere al centro del dibattito è però ancora più profondo. Migliaia di militari italiani vivono ogni giorno una forma di pendolarismo forzato, divisi tra la sede di servizio e il luogo dove vivono i loro cari. Ogni spostamento ha un costo, e quei costi, sommati mese dopo mese, pesano enormemente su stipendi già non generosi.

“Apprezziamo l’impegno per l’Operazione Strade Sicure” dichiara il sindacato “ma onorare la divisa significa anche onorare l’uomo e la donna che la indossano, tutelandone la famiglia e l’economia.”

La proposta è ora formalmente sul tavolo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e M.I.A. Patria attende risposte concrete. Perché dietro ogni richiesta c’è una storia vera. C’è un padre che conta i giorni per rivedere i suoi bambini. C’è una madre che ogni lunedì mattina riparte sapendo che il prossimo weekend costerà ancora.

“Non possono esistere servitori dello Stato di serie A e di serie B in base alla Regione in cui prestano servizio.”

La domanda che il sindacato pone è semplice e diretta: se uno Stato chiede ai propri cittadini di sacrificare gli affetti, la vicinanza alla famiglia e la normalità di una vita quotidiana per difenderlo, può almeno aiutarli a tornare a casa?

Per il Direttivo Nazionale
Il Portavoce Nazionale